L’indicazione più importante, però, tra le dichiarazioni rilasciate ai cronisti, l’assessore la consegna in merito al movente dell’aggressione: “Non credo sia collegata alle strutture sportive – ha detto – ma a qualcosa di diverso, di più importante”. Ma a cosa si riferisse non lo ha specificato. Vuole prima confrontarsi con il resto dell’amministrazione comunale, con i colleghi di giunta e, nuovamente, con gli inquirenti. Non è chiaro, del resto, al momento, se la scansione cronologica di quanto avvenuto da sabato notte in città sia quella di un’unica vicenda criminale, fatta di atti intimidatori di stampo camorristico, tutti collegati tra loro. Lo sarà – lo speriamo – nei prossimi giorni quando l’attività investigativa svolta dai carabinieri incrocerà tesi e informazioni raccolte dalla Dda di Napoli, alla quale, per competenza, è andato il coordinamento delle indagini.
Intanto, in merito all’aggressione all’assessore si sono registrati dei passi in avanti: il fermo di un 27enne di Rione Mazzini, G.S., e la ricerca a piede libero del suo complice. L’operazione è scattata in serata a seguito delle indagini avviate subito dopo la denuncia. I carabinieri della compagnia di Avellino, agli ordini del capitano Pirronti, hanno individuato il proprietario dello scooter dal numero di targa e sono andati a prelevarlo. Il giovane ha confermato la ricostruzione dei fatti. Sarebbe stato lui a colpire al volto Giacobbe, a suo dire per un torneo di calcio negato. Questo il motivo ufficiale dell’agguato che, però, non convince del tutto. Gli inquirenti stanno verificando la sua versione dei fatti e il movente dichiarato, all’interno di un contesto molto più delicato.
Nel frattempo, si stringe anche il cerchio attorno al complice del giovane, del quale il 27enne non ha voluto rivelare l’identità.
L’episodio si registra in una fase di massima tensione per la città di Avellino, scossa dai due atti intimidatori ai danni del ristoratore Sergio Galluccio e dell’ex consigliere comunale Damiano Genovese: al primo è stata fatto esplodere la sua Audi Q3 parcheggiata sotto casa a Rione Mazzini, al secondo sono state colpite la sua auto e altre due di alcuni familiari con una pistola di grosso calibro.