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Sappe su operazione IPM Airola: nel carcere vero e proprio commercio di telefoni, plauso alle Forze dell’Ordine

Sappe su operazione IPM Airola: nel carcere vero e proprio commercio di telefoni, plauso alle Forze dell’Ordine

24 Marzo 2025 | by Redazione Bn
Sappe su operazione IPM Airola: nel carcere vero e proprio commercio di telefoni, plauso alle Forze dell’Ordine
Cronaca
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Importante operazione di Polizia giudiziaria da parte dei poliziotti penitenziari in servizio nell’istituto penale per minorenni di Airola, nel Beneventano, che, in raccordo con i Carabinieri della compagnia di Montesarchio Aliquota Radiomobile, ha portato all’arresto di quattro persone. “In particolare”, spiega Sabatino De Rosa, segretario del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, “durante il turno notturno, a seguito di numerosi ritrovamenti di smartphone e droga, gli agenti della polizia penitenziaria in turno sono riusciti a raggiungere la fonte e a capire la strategia attuata. Attraverso minuziosi controlli interni ed esterni, si riusciva a sequestrare drone pilotato da remoto al quale veniva legato un filo di nylon per trasportare un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo hashish, smartphone e relativi carica batterie e cavetti USB.  Il drone è stato intercettato dall’ interno dell’istituto dalla Polizia Penitenziaria, i quali, tutti appartenenti al ruolo agenti assistenti, quindi senza la presenza di un sottufficiale, si é ricorsi all”ausilio dei Carabinieri della compagnia di Montesarchio, i quali sono subito intervenuti sul posto”.
 Il SAPPE rimarca che il problema dell’introduzione di telefoni in carcere è da tempo noto “e conosciamo bene la sua portata che, al giorno d’oggi è davvero significativa e continua a crescere giorno dopo giorno. Ci preoccupa non solo il loro utilizzo per scopi illeciti all’esterno del carcere, ma anche il vero e proprio commercio che è presente all’interno delle mura dove uno smartphone ceduto tra detenuti moltiplica vertiginosamente il proprio valore, diventando fonte di ingenti guadagni illeciti per chi riesce a gestirne il commercio”. Peraltro”, conclude De Rosa, “il fatto che un drone possa arrivare tranquillamente a raggiungere una finestra del carcere è decisamente grave. L’esigenza di misure straordinarie che possano intervenire in questo senso è più che mai evidente. Spesso i droni sono impiegati come strumenti a supporto delle forze dell’ordine, purtroppo, però, anche in attività illecite e criminose se ne avvalgono sempre più. Questi strumenti diventano quindi delle vere e proprie minacce alla sicurezza. Un’azione di forza, quella della Polizia Penitenziaria, il tutto nelle difficoltà in cui il Corpo opera nell’Istituto a cui va il nostro plauso per la brillante operazione conclusasi, confidando in un riconoscimento significativo per l’impegno profuso ai poliziotti in servizio”.
Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, tuona: “Bravissimi i colleghi di Airola, ma scoprire che in carcere girano troppi telefoni è come scoprire l’acqua calda: noi come SAPPE lo denunciamo da anni, ma tutti se ne fregano, compreso chi oggi si stupisce in tv. Ancora recentemente, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli, Nicola Gratteri, è tornato a denunciare, dall’autorevolezza della sua posizione, un aspetto del sistema penitenziario nazionale grave ed oggettivo: l’uso illecito di telefoni cellulari in cella e il sorvolo di droni con materiale vietato e pericoloso. Noi lo denunciamo da anni, sensibilizzando gli uffici competenti chiedendo di schermare le carceri e di dotare tutti i Reparti del Corpo di Polizia Penitenziaria di opportuni sistemi per rendere inattivi i sorvoli sulle strutture. Speriamo sia la volta buona che si faccia qualcosa.
Per questo, il SAPPE torna a sollecitare un intervento immediato da parte del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria e del Centro per la Giustizia minorile di Napoli presso i competenti uffici del Ministero della Giustizia affinché vengano adottate misure straordinarie per garantire la sicurezza delle carceri italiane. “Non possiamo più permetterci che episodi di questo tipo diventino la norma. La sicurezza degli operatori, dei detenuti e dell’intera comunità è a rischio”, afferma il sindacalista, che assicura come “il SAPPe continuerà a monitorare la situazione e a denunciare ogni tentativo di compromettere l’integrità e la sicurezza degli istituti penitenziari, rinnovando il proprio impegno nella tutela dei diritti e della sicurezza della Polizia Penitenziaria”.

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