MENU

breaking news

Depuratore, la Regione boccia Palazzo Mosti: istanza VIA carente in 18 punti

Depuratore, la Regione boccia Palazzo Mosti: istanza VIA carente in 18 punti

25 Marzo 2025 | by Enzo Colarusso
Depuratore, la Regione boccia Palazzo Mosti: istanza VIA carente in 18 punti
Attualità
0

Sarebbe la ciliegina sulla torta della sua ormai lunga stagione a Palazzo Mosti. Insieme ad altre due o tre cose porterebbero la sua firma indelebile, sarebbero il segno del suo passaggio per cui ricordarsene in futuro. Parliamo del depuratore, un’opera infrasttrutturale di cui la città non ha mai goduto e che Lui vorrebbe regalarle a futura memoria. E allora passi per il Malies che rappresenta una delle grandi incompiute dell’ancien regime, passi anche per il campo da golf di cui si innamorò illo tempore per poi raffreddarsi cammin facendo, stilando saltuariamente comparire note di sostegno piuù di facciata che d’altro.

Sul depuratore invece no, qui vorrebbe davvero lasciare traccia indelebile. Ma la Regione, che gli è amica fino ad un certo punto, su sollecitazione degli eterni e irriducibili nemici di Altrabenevento, con documento del 19 marzo dell’Ufficio Speciale Valutazioni Ambientali fa presente che l’istanza per il rilascio del parere di verifica di assoggettabilità alla VIA  è carente in ben 18 punti di cui sinteticamente andiamo ad elencare i più salienti:

Partiamo dai collettori denominati Collegamento fognario al depuratore ASI e Collettamento area Monte Calvo che non sono strettamente funzionali al realizzando depuratore in c.da Scafa e quindi non sono inquadrabili come “opere connesse” ai sensi della
normativa in materia di VIA;

la Regione chiede che sia meglio definito se l’impianto e il relativo processo di depurazione è predisposto per conseguire -in futuro- il riutilizzo delle acque reflue depurate, in linea con i vigenti orientamenti normativi per il riutilizzo dell’acqua, al fine di ridurre l’impatto degli scarichi nei corpi idrici e favorire il risparmio idrico;

Napoli vuole che si analizzinoe le eventuali interferenze tra le opere da realizzarsi e la falda idrica, specificando eventuali soluzioni
tecniche progettuali da adottare, sia in fase di cantiere che in fase di esercizio, al fine di scongiurare la possibilità
di dispersione accidentale di inquinanti nel suolo e nella falda.

Il Comune ha tempo quindici giorni per produrre le certificazione chieste dall’Ufficio Speciale Valutazioni Ambientali, di tempo ce ne è poco per la spesso “distratta” burocrazia di Palazzo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *