Al suono solenne del Silenzio la commemorazione, in tono dimesso, della giornata del 4 novembre giorno della vittoria nella Grande Guerra, sancita dal bollettino 1268 trasmesso da Armando Diaz al Re e alla Nazione dopo la Pace di Villa Giusti. Fu sconfitta l’Austria-Ungheria, “secolare nemico della Nazione” e l’Italia pagò con un prezzo di sangue altissimo quella che fu poi definita la “vittoria mutilata”. Centodue anni dopo il Paese ricorda quel tributo di sangue e di eroismo di un esercito contadino e sottoproletario al servizio dell’imperialismo borghese e di un capitalismo, ieri come oggi, nemico del popolo. A Benevento, a Piazza IV Novembre, una cerimonia scarna con la deposizione della corona d’alloro alla presenza delle massime autorità civili e militari. Cerrimoinia sobria e forse più genuina, scevra da fanfare e grancasse, per ricordare i caduti e rinsaldare lo spirito di unità di un Paese che sembra apprendere sempre troppo poco dal suo passato.